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“E’ davvero bella la Luna”, pensò Lenticchia. “Mi ricorda la mia mamma, così dolce, accogliente, amorevole. La mia mamma….quanto mi manca la mia mamma… quanto mi mancano i suoi abbracci”

Lenticchia era davvero molto stanco, ma faceva di tutto per resistere al sonno, pur di non chiudere gli occhi e continuare così a godere di tutta quella bellezza… la luna, le stelle, il cielo scuro scuro e la calma che lo circondava, interrotta solo ogni tanto, dal canto lontano degli uccelli notturni.

La carrozza lo cullava, nel suo dolce procedere, e Lenticchia a poco a poco si lasciò andare finalmente al sonno, al sogno.

Non c’era niente intorno a loro. C’era solo lui e la sua mamma, che se ne stava lì, immobile, a fissarlo. Si guardavano negli occhi e nessuno dei due diceva una parola. Rimasero così per un tempo indefinito, poi sul volto di lei comparve un timido sorriso. Lenticchia continuava a rimanere immobile. Lei non distoglieva il suo sguardo dagli occhi di lui e quel sorriso, che quasi come a chiedere scusa era apparso timido, sul volto di lei, ora si mostrava in tutta la sua bellezza. Gli occhi di lei si fecero a poco a poco lucidi, e prima una, poi un’altra, poi un’altra ancora, cominciarono a scendere delle calde lacrime, che le rigavano il viso e la facevano apparire ancora più bella, più dolce. Lenticchia, che dapprima si era mostrato un po’ sulle sue, quasi arrabbiato con la sua mamma, cominciò a piangere. “Quanto tempo mamma! Quanto tempo è passato”. Fece un passo verso di lei, poi un altro e un altro ancora. Senza fretta, come a volersi godere pienamente quel momento. Ogni distanza, che prima li separava, ora si stava riducendo, facendoli finalmente ritrovare. Si abbracciarono, caddero a terra stretti stretti l’uno all’altra, tornando ad essere una cosa sola. Non più due corpi separati, ma uno unico. Ogni resistenza aveva ceduto il passo all’amore. Cadono muri e tutto torna ad essere perfetto.

M. Mamma. Dolce, forte e fragile creatura, che di ognuno si prende cura. Ama senza condizioni ogni essere vivente. Di Dio è, l’immagine più potente.